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mercoledì 6 luglio 2011

Il passante


Guerriglia. Ennesimo atto di un’eterna farsa chiamata TAV. Non mi soffermerò sulle ragioni meramente tecniche per le quali sia giusto o no fare questa maestosa opera, ma mi piacerebbe capire se facciamo o no parte dell’Europa, se abbiamo o no degli obblighi nei suoi confronti o se semplicemente a noi, paese di poeti, di santi e di navigatori ci è tutto dovuto. Il diritto di protestare è e rimane sacrosanto, ci mancherebbe, ma quando si confonde il dialogo con l’oltranzismo la cosa oltrepassa il buon senso e, anche avendo validissime argomentazioni, si passa automaticamente dalla parte del torto. Scolpiamo nella roccia viva un concetto: domenica a Chiomonte hanno perso tutti. Hanno perso i No-TAV perchè le loro ragioni sono state eclissate dai Black Bloc e ha perso lo Stato che per l’ennesima volta non ha saputo spiegare l’importanza di questa opera rendendosi incapace sia di dialogare che di imporre nonchè di arginare una protesta che col tempo mutava in guerriglia.